LICEO ARTURO TOSI X PARCO DELLE ROGGIE

Ambrosia
Ambrosia artemisiifolia
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Genere Heliantheae
ORIGINE NOME

Il nome del genere deriva dal greco ambrosìa, il nome del cibo che dava l'immortalità agli dei, derivato dal greco àmbrotos, che significa immortale. Il nome è probabilmente legato al fatto che è una pianta molto resistente, tanto da essere considerata infestante. Il nome scientifico attualmente accettato (ovvero ambrosia) è stato proposto da Carl von Linnè, biologo e scrittore svedese.

DESCRIZIONE

Queste piante possono raggiungere mediamente l'altezza di 1-2 metri e formano cespugli o arbusti. Le forme biologiche delle specie di questo genere (almeno per le specie spontanee europee) possono essere di due tipi a seconda del ciclo biologico delle piante. Sono inoltre specie monoiche (i fiori maschili e femminili sono separati, ma presenti sulla stessa pianta). In genere le maggior parte di esse sono cenerine-villose (grige e pelose), ma possono essere anche glabrescenti (senza peli).

DIFFUSIONE E DISTRIBUZIONE

Questo genere, di cui fanno parte circa una trentina di specie, è in prevalenza di origine americana. A parte l'ambrosia marittima, tutte le altre specie spontanee presenti sul territorio italiano sono considerate specie esotiche naturalizzate. Sono inoltre erbe infestanti e possono causare allergie, crescono in prati asciutti e soleggiati, lungo gli argini dei fiumi, sui margini delle strade e in genere nei terreni abbandonati. L'ambrosia è presente nelle regioni temperate dell'emisfero boreale (America del Nord, ed Eurasia) e del Sudamerica. Delle 5 specie spontanee della flora italiana solo 2 vivono nella zona montuosa.

CURIOSITA'

L'ambrosia è associata mitologicamente all'immortalità, infatti è menzionata nella storia di Dioniso, il dio del vino, il quale si narra fosse nutrito con ambrosia alla nascita, sottolineando la sua natura divina. Nella tradizione tardo-romantica, questa sostanza celeste è stata talvolta reinterpretata come una fragranza divina anzichè un cibo tangibile. La presenza dell'ambrosia nella letteratura classica, come nell'Odissea di Omero, sottolinea il suo ruolo simbolico nel mantenere la forza degli dei attraverso il consumo di questo nettare immortale.